L’8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna (International Women’s Day, IWD). Nata nel 1911, questa ricorrenza è diventata una celebrazione globale dei traguardi sociali, economici, culturali e politici raggiunti dalle donne. Come si legge sul sito web dell’organizzazione IWD:
IWD non è specifica di un paese, un gruppo o un’organizzazione. Nessun governo, ONG, ente di beneficenza, azienda, istituto accademico, rete femminile o media Cloud è l’unico responsabile dell’IWD. Questa giornata appartiene a tutti i gruppi collettivamente, ovunque.
Inoltre, in concomitanza con l’IWD dell’8 marzo, alcuni paesi nel mondo — come Stati Uniti, Regno Unito e Australia — celebrano anche il Women’s History Month nel mese di marzo.
Sono stati fatti progressi, ma c’è ancora MOLTO lavoro da fare
Per quanto riguarda l’incoraggiamento e il riconoscimento dei contributi delle donne nell’IT, negli ultimi decenni si è registrata una crescita positiva. Questa è la buona notizia. Ma la cattiva notizia è che abbiamo ancora una LUNGA strada da percorrere. Ad esempio:
- Solo il 38% delle donne laureate in informatica lavora effettivamente nel settore, rispetto al 53% degli uomini.
- Solo il 25% delle startup ha una fondatrice donna, nonostante le aziende guidate da donne ottengano performance tre volte migliori rispetto all’S&P 500.
- Le donne abbandonano il settore tecnologico a un tasso superiore del 45% rispetto agli uomini.
- Il 25% delle donne nel settore tecnologico ritiene di essere gestita in modo diverso a causa del proprio genere.
L’equità paga
La ricerca ha dimostrato che le aziende — non solo nell’IT, ma in tutti i settori — con più donne in posizioni dirigenziali generano profitti più elevati, offrono una migliore esperienza ai clienti e sono più socialmente responsabili rispetto alle aziende con poche o nessuna donna in posizioni dirigenziali. E un report del McKinsey Global Institute ha rilevato che ben 12.000 miliardi di dollari potrebbero essere aggiunti al PIL globale semplicemente promuovendo l’equità di genere.
Celebrare le donne nell’IT: passato, presente e futuro
Siamo orgogliosi di mettere in luce solo alcune delle incredibili donne che hanno dato contributi trasformativi all’IT, passati e presenti, così come coloro che sono pronte a cambiare il mondo nei prossimi anni e decenni:
Donne pioniere nell’IT: il passato
Ada Lovelace, matematica del XIX secolo, è stata la fondatrice dell’informatica scientifica. È inoltre considerata la prima programmatrice della storia.
Jean Bartik, matematica, ha fatto parte del primo gruppo di programmatori negli anni ’40 a sviluppare ed eseguire programmi per l’Electronic Numerical Integrator and Computer — meglio noto come ENIAC — il primo computer digitale elettronico general-purpose.
Grace Hopper, contrammiraglio della U.S. Navy negli anni ’40 e ’50, ha inventato il compilatore, l’ottimizzazione del codice, la traduzione delle formule, le subroutine, il linking loader e la manipolazione simbiotica. Le viene attribuito il merito di aver posto le basi dell’informatica moderna. E non è tutto: Hopper ha anche svolto un ruolo importante nello sviluppo del COBOL.
Donne pioniere nell’IT: il presente
Reshma Saujani è la fondatrice ed ex CEO (ora presidente) di Girls Who Code, un’organizzazione che mira ad aumentare il numero di donne nel campo dell’informatica e a colmare il divario occupazionale di genere nell’IT. Oggi, le ex studentesse di Girls Who Code conseguono lauree in informatica e discipline correlate a un tasso 7 volte superiore alla media nazionale statunitense. L’organizzazione no-profit ha recentemente annunciato di essere ancora in linea con l’obiettivo di eliminare completamente il divario di genere nei nuovi lavori tecnologici di livello base entro il 2030.
Fei-Fei Li è un’informatica che ha creato ImageNet: il dataset che ha permesso rapidi progressi nella computer vision negli anni 2010. Nel 2017, Li ha co-fondato l’organizzazione no-profit AI4ALL, che lavora per aumentare la diversità e l’inclusione nel campo dell’intelligenza artificiale. Nel 2020, è stata nominata membro della National Academy of Engineering (NAE) per i suoi contributi pionieristici nella costruzione di ampie basi di conoscenza per il machine learning e la comprensione visiva.
Corinne Vigreux ha co-fondato TomTom nei primi anni ’90, trasformandola in una delle principali aziende mondiali di navigazione satellitare. È inoltre la fondatrice di CODAM, un college no-profit e senza tasse universitarie con sede ad Amsterdam, in Olanda, che utilizza l’apprendimento tra pari per insegnare agli studenti a programmare e far emergere la prossima generazione di talenti tecnologici.
Donne pioniere nell’IT: il futuro
Betelhem Dessie è la principale imprenditrice etiope nel campo dell’educazione tecnologica giovanile. La sua iniziativa iCog Anyone Can Code ha insegnato a programmare a più di 20.000 bambini. Con soli 24 anni, è certamente una visionaria della tecnologia da tenere d’occhio per molti anni a venire.
Gitanjali Rao è un’inventrice, autrice, oratrice e promotrice a livello mondiale delle discipline STEM. Ha ricevuto un premio presidenziale dell’EPA per aver creato uno strumento di rilevamento della contaminazione da piombo, e ha inoltre creato un dispositivo di ingegneria genetica per la diagnosi precoce della dipendenza da oppioidi da prescrizione. Non solo: ha fondato Kindly, un servizio anti-cyberbullismo che utilizza l’IA e l’elaborazione del linguaggio naturale, e ha scritto il libro A Young Innovator’s Guide to STEM. Ah sì, un’ultima piccola cosa su Gitanjali: ha solo 17 anni — sì, sul serio!
Isa-Aimée von Campe e Marie Sophie Enzberge — entrambe intorno alla metà dei vent’anni — sono le co-fondatrici di diGIRLab: un laboratorio di apprendimento digitale nel metaverso, acclamato a livello mondiale, che offre workshop incentrati sulla tecnologia per giovani donne dai 12 ai 21 anni. DiGIRLab è stata nominata vincitrice europea per i giovani innovatori nel 2022 dai World Summit Awards.
Parola conclusiva
Come abbiamo sottolineato in precedenza, l’equità nel mondo tecnologico è migliorata in qualche misura negli ultimi decenni. Ma siamo ancora lontani da una situazione veramente equilibrata, in cui tutte le donne siano incoraggiate e messe in condizione di raggiungere il proprio pieno potenziale in base al livello di interesse, immaginazione, impegno e conoscenza.
Vi invitiamo a esplorare il sito web dell’IWD per suggerimenti e risorse su come voi e la vostra organizzazione potete contribuire alla soluzione #EmbraceEquity.

Laurence Cadieux