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Notizie di cybersecurity: un report rivela che la maggior parte dei cyberattacchi è motivata dal profitto

I cyberattacchi sono oggi motivati principalmente dal guadagno finanziario piuttosto che dallo spionaggio. Il report esorta le organizzazioni a dare priorità alla protezione dell'identità, alla resilienza e a una gestione proattiva del rischio.

Il Digital Defense Report 2025 di Microsoft, pubblicato il 16 ottobre, rivela che la criminalità informatica a scopo di lucro domina ormai il panorama delle minacce.

Tra luglio 2024 e giugno 2025, l’80% degli incidenti analizzati da Microsoft riguardava furti di dati motivati dal profitto piuttosto che dalla raccolta di informazioni o dallo spionaggio. Nei casi in cui è stato possibile confermare il motivo, estorsione e ransomware hanno rappresentato almeno il 52% degli attacchi.

Questo riflette un chiaro cambiamento nelle intenzioni: per la maggior parte degli attaccanti, l’obiettivo non è provocare caos o creare disordine politico, ma commettere crimini opportunistici pensati per estorcere denaro (direttamente o indirettamente).

Altri risultati chiave del report Microsoft:

  • Gli attaccanti sempre più spesso “accedono” invece di “forzare l’accesso”: oltre il 97% degli attacchi all’identità avviene sotto forma di attacchi alle password.
  • Per intercettare le password, gli aggressori utilizzano malware infostealer come payload di primo livello piuttosto che come strumenti post-exploitation (il loro ruolo tradizionale). I metodi di diffusione tipici includono malvertising, SEO poisoning, software craccati e campagne di social engineering ingannevoli (ad esempio, ClickFix).
  • Nella prima metà del 2025, gli attacchi basati sull’identità sono aumentati del 32%, probabilmente alimentati dal phishing generato dall’IA e da altre tattiche di social engineering persuasive.
  • Gli attaccanti continuano a colpire servizi pubblici critici, come i servizi di emergenza, gli ospedali, le scuole, i trasporti e gli enti governativi (come abbiamo approfondito nel precedente numero di Cybersecurity News). Questi obiettivi sono attraenti perché detengono grandi quantità di dati sensibili e, rispetto alle grandi aziende del settore privato, spesso dispongono di budget per la cybersecurity più limitati e capacità di risposta agli incidenti ridotte.

Consigli

Per affrontare queste minacce e questi rischi, il report Microsoft delinea 10 raccomandazioni prioritarie, riassunte di seguito:

  1. Rendere la gestione del rischio informatico una priorità del consiglio di amministrazione: Trattare la sicurezza come qualsiasi altro rischio organizzativo. Monitorare la copertura dell’MFA, i tempi di applicazione delle patch, il volume degli incidenti e le vulnerabilità di alto valore, in modo che i dirigenti possano avere una visione chiara dell’esposizione e allocare il budget di conseguenza.

  2. Dare priorità alla protezione dell’identità: La maggior parte degli attacchi inizia dagli account. Richiedere un’MFA resistente al phishing per tutti (non solo per gli amministratori!). Eliminare i percorsi di autenticazione legacy o poco sicuri.

  3. Investire nelle persone, non solo negli strumenti: Costruire una solida cultura della sicurezza. Formare il personale, includere la sicurezza IT tra gli obiettivi di performance e definire playbook per la gestione degli incidenti.

  4. Ridurre e rafforzare il perimetro: Verificare tutto ciò che è esposto a Internet. Applicare le patch rapidamente e con regolarità. Eliminare i servizi esterni non necessari e limitare l’accesso dei fornitori.

  5. Conoscere i propri punti deboli e pianificare la risposta: Mappare i rischi aziendali in base ai probabili punti di guasto. Creare e testare un piano di gestione degli incidenti che comprenda ransomware, fasi di isolamento e revoca rapida di token o sessioni.

  6. Inventariare e monitorare ogni risorsa cloud: Mantenere un catalogo aggiornato di workload, API, identità e privilegi. Applicare la governance, l’accesso condizionale e controlli continui per individuare le configurazioni errate.

  7. Progettare per la resilienza e testarla: Presupporre che le violazioni possano accadere. Mantenere backup isolati e testare regolarmente i ripristini. Documentare procedure di ricostruzione pulita per identità e cloud.

  8. Condividere e utilizzare l’intelligence: Partecipare a community di threat intelligence e gruppi di settore. Condividere indicatori e lezioni apprese per ridurre il tempo di permanenza degli attaccanti.

  9. Integrare la conformità nelle operazioni quotidiane: Monitorare le nuove normative e le regole di reporting. Integrare i controlli richiesti, la raccolta delle prove e la supervisione nei processi di routine.

  10. Pianificare da subito i rischi legati all’IA e alla crittografia post-quantistica: Documentare dove viene utilizzata l’IA e aggiornare i modelli di rischio. Valutare le dipendenze crittografiche e prepararsi alla migrazione verso standard resistenti al quantum computing non appena saranno maturi.

Approfondimento e consigli del nostro Chief Security Officer, Patrick Pilotte

I risultati del Digital Defense Report 2025 di Microsoft confermano ciò che molti di noi osservano quotidianamente: i cyberattacchi sono sempre più motivati dal profitto e la compromissione dell’identità è spesso il modo più semplice per entrare.

Difendersi da questa nuova realtà richiede il passaggio da controlli reattivi a una resilienza dell’identità proattiva. Ciò significa trattare l’identità non solo come un livello di accesso, ma come un perimetro di sicurezza critico.

In Devolutions, poniamo grande enfasi sulla sicurezza degli accessi privilegiati, sull’applicazione di un’MFA resistente al phishing e sul controllo continuo dell’attività degli account. Queste misure, unite a una solida cultura della sicurezza e a piani di risposta agli incidenti testati, possono ridurre significativamente sia la probabilità che l’impatto di una violazione.