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Gestione degli accessi privilegiati nelle PMI + raccomandazioni

Nel sondaggio Devolutions State of IT Security in SMBs in 2022-23 [[report ora disponibile!](/it/blog/now-available-the-devolutions-state-of-it-security-in-smbs-in-2022-23-survey-report-is-here/)], abbiamo chiesto a dirigenti e responsabili decisionali di PMI di raccontarci come stanno affrontando, gestendo e vivendo la gestione degli accessi privilegiati (PAM) nelle loro aziende. Ecco cosa abbiamo scoperto, la sfida comune che molte PMI si trovano ad affrontare e i nostri consigli in merito.

Principali risultati del sondaggio

  • Il 98% delle PMI gestisce account privilegiati. Tuttavia, solo il 12% ha implementato completamente una soluzione PAM, il che significa che l’88% è meno sicuro e più vulnerabile di quanto pensi. Ancora più allarmante è il fatto che il 52% delle PMI non ha implementato alcun controllo PAM!
  • I due motivi più comuni per cui la maggior parte delle PMI non ha una soluzione PAM completamente implementata sono la mancanza di budget sufficiente (28%) e la complessità di implementazione e gestione del PAM (12%).
  • Le tre funzionalità più importanti che le PMI desiderano in una soluzione PAM sono: la scadenza automatica degli accessi privilegiati, l’MFA integrata e il ripristino con rotazione delle password.
  • Il 15% delle PMI attribuisce ai controlli PAM il merito di aver migliorato il flusso di approvazione, aumentato la produttività e complessivamente accelerato la velocità di lavoro. Un ulteriore 22% delle PMI non ha riscontrato alcun impatto post-PAM (né negativo né positivo), mentre l’11% ha dichiarato di aver riscontrato alcuni svantaggi.

Problemi nell’uso di un sistema federato

Per proteggere i dati e le risorse preziose contenuti nei propri account privilegiati, ovvero “le chiavi del regno”, le PMI devono stabilire e applicare entrambe le componenti dell’equazione della gestione delle identità e degli accessi:

  • La gestione delle identità riguarda CHI è un determinato utente finale.
  • La gestione degli accessi riguarda COSA un utente finale è autorizzato a fare.

Tuttavia, una sfida comune è che alcune tecnologie, come i sistemi legacy, i telefoni e le telecamere, non possono utilizzare un sistema federato.

Allora perché le PMI non risolvono il problema creando e mantenendo manualmente account di identità univoci per ciascun utente? Sebbene ciò sia tecnicamente possibile, nella realtà risulta estremamente impraticabile, considerando il volume di diversi tipi di account privilegiati tipicamente presenti nell’ecosistema, come ad esempio:

  • Account amministratore di dominio
  • Account amministratore locale
  • Account di accesso di emergenza
  • Account applicativi
  • Account di sistema
  • Account di servizio di dominio

Fortunatamente, esiste una soluzione collaudata a questa sfida: le PMI dovrebbero implementare pienamente una soluzione PAM che colmi il divario tra autenticazione e autorizzazione, ed estenda la protezione offerta da un sistema IAM allo spazio delle identità non federate.

Cosa dovrebbero cercare le PMI in una soluzione PAM solida

Le PMI dovrebbero concentrarsi su una soluzione PAM solida che offra tutto quanto segue:

  • Una cassaforte che memorizza le password (e altri dati sensibili, come i codici di allarme degli edifici, le chiavi di licenza software, ecc.), e che venga condivisa in modo sicuro tra più utenti finali.
  • Il checkout degli account, che consente agli amministratori di concedere o rifiutare una richiesta di accesso caso per caso e, se necessario, di impostare limiti di tempo.
  • Notifiche che avvisano gli amministratori quando si verificano determinati eventi o azioni che coinvolgono utenti finali, ruoli, casseforti, ecc.
  • Rotazione obbligatoria automatizzata delle password.
  • Il broker degli account, che automatizza i flussi di lavoro (ad esempio, l’apertura di un client VPN, l’avvio di un protocollo di accesso remoto e l’accesso a un account privilegiato) senza fornire in primo luogo le password agli utenti finali.
  • Registrazione dell’attività delle sessioni.
  • Consente la rotazione delle credenziali durante e dopo ogni checkout per una sessione RDP, il che riduce il potenziale sfruttamento delle credenziali RDP (le credenziali non devono essere fornite agli utenti, poiché ogni autenticazione avviene una sola volta, eliminando così la necessità di ruotare le credenziali).
  • Facilità di implementazione e gestione.
  • Prezzi accessibili, adatti ai budget di sicurezza IT delle PMI, che sono significativamente più contenuti rispetto ai budget delle grandi aziende.

Oltre a quanto sopra, alcune soluzioni PAM più sofisticate supportano la gestione delle sessioni privilegiate (PSM), che utilizza un server specializzato per gestire l’autenticazione dietro le quinte e può anche registrare l’attività delle sessioni remote. La PSM è particolarmente importante per le PMI che hanno appaltatori e dipendenti “boomerang” (ossia dipendenti che lasciano l’organizzazione e successivamente vi fanno ritorno). Questi utenti finali richiedono in genere un controllo più rigoroso e un accesso limitato.

Vantaggi dell’implementazione completa di una soluzione PAM

Implementando pienamente una solida soluzione PAM, le PMI riusciranno in modo efficace e duraturo a:

  • Ridurre i rischi di sicurezza.
  • Ridurre le dimensioni complessive della superficie di attacco.
  • Abbassare i costi operativi e la complessità.
  • Aumentare la visibilità e la consapevolezza situazionale.
  • Migliorare la conformità normativa.

Uno sguardo al futuro

Nel nostro prossimo approfondimento sul report del sondaggio Devolutions State of IT Security in SMBs in 2022-23, esamineremo come le PMI stiano dando priorità, implementando e misurando gli sforzi volti a migliorare la consapevolezza in materia di sicurezza IT, e come possano migliorare questo ambito per rafforzare l’“anello più debole” nella catena di difesa della sicurezza IT: gli utenti finali.