Un proverbio giapponese recita: «Cadere sette volte, rialzarsi otto». E poi c’è la versione più tempestosa dello stesso consiglio di Winston Churchill: «Quando si sta attraversando l’inferno, bisogna continuare ad andare avanti».
Sì, ci riferiamo a quei momenti della vita in cui le cose non solo non vanno come previsto, ma finiscono per distruggere qualsiasi piano avessimo, sostituendolo con caos, confusione e conflitto. In altre parole, veniamo colpiti da una crisi e siamo costretti a tirare fuori il meglio di noi, lavorare sodo e uscire ampiamente dalla nostra zona di comfort per poter «rialzarci» e «continuare ad andare avanti».
Questo paradigma è stato lo spunto per la nostra particolare domanda del sondaggio di aprile: Come gestisce una crisi lavorativa di cui la sua azienda non è responsabile?
La invitiamo a fare clic sul link qui sopra se desidera scoprire o ricordare la crisi vissuta qui in Devolutions che ha ispirato la domanda del sondaggio di aprile.
Nell’articolo di oggi, accendiamo i riflettori sulle persone che per noi contano di più: LEI, i brillanti membri della nostra community globale. Di seguito, riassumiamo i migliori consigli per gestire una crisi lavorativa non causata da lei, ma che è comunque necessario affrontare, insieme al suo team, in modo rapido ed efficace.
Prima di proseguire, vogliamo sottolineare quanto siamo rimasti colpiti e ispirati dai suoi consigli ponderati. Si senta libero di aggiungere la «gestione delle crisi» alla sua lunga lista di competenze professionali!
Le sue 3 c della gestione delle crisi: calma, comunicazione e cambiamento
Analizzando le sue (fantastiche) risposte, sono emersi tre temi chiave, ritenuti i più importanti per affrontare una crisi. Li chiameremo le «3 c»: restare CALMI, COMUNICARE in modo efficace ed essere aperti al CAMBIAMENTO.
Restare CALMI
Nessuno vuole affrontare una crisi, tanto meno una di cui non è responsabile! Ma se una crisi scoppia, reagire in modo eccessivo o entrare in modalità negazione («Crisi? Quale crisi?») non fa che peggiorare le cose. Ciò che conta di più all’inizio è rendersi conto che l’unico modo — e il migliore — per andare avanti è intraprendere azioni mirate, ponderate e misurate. E se è coinvolto un fornitore terzo, restare calmi assicura anche che tutti rimangano concentrati sui fatti e sulle soluzioni, invece di sentirsi offesi e mettersi sulla difensiva.
Il membro della community CyberInferno ha offerto un ottimo consiglio a riguardo: «È fondamentale collaborare con il fornitore usando un tono assertivo, ma senza essere arrabbiati, condiscendenti, ecc. In un certo senso si è alla loro mercé, quindi la soluzione dovrebbe essere trovata lavorando insieme, invece di urlargli contro mentre loro cercano di risolvere il problema».
COMUNICARE in modo efficace
Molti hanno anche sottolineato che una comunicazione efficace è fondamentale e che tutti gli stakeholder rilevanti devono essere coinvolti nello sforzo comunicativo. Questo può includere uno o più fornitori, dirigenti ed esperti di settore, oltre agli utenti interessati (interni e/o esterni). È stato inoltre evidenziato che a tutti dovrebbe essere data l’opportunità di partecipare alla soluzione, cosa che può portare a risultati e intuizioni sorprendentemente vantaggiosi.
Come ha sottolineato il membro della community Dan: «Coinvolgere altre persone. A volte una domanda o un commento su qualcosa che altri ritengono non correlato può portare alla soluzione corretta».
Comunicare in modo efficace significa anche essere trasparenti e fornire aggiornamenti costanti agli stakeholder interessati. Come abbiamo menzionato quando abbiamo pubblicato la domanda del sondaggio di aprile, per la crisi vissuta qui in Devolutions questo è un ambito in cui il nostro fornitore è rimasto molto al di sotto delle aspettative. Ovviamente, può richiedere del tempo — ore, giorni, settimane o anche mesi — risolvere completamente una crisi ed evitare che si ripeta. Ma la comunicazione DEVE essere aperta e costante. Il silenzio non è un’opzione.
Ci è piaciuto molto quello che ha detto a riguardo il membro della community Ron: «In ogni crisi, occorre restare calmi e pensare in modo razionale. Poi bisogna iniziare ad affrontare il problema in modo pragmatico. Se la situazione sfugge al proprio controllo, occorre comunicare in modo chiaro e regolare con gli stakeholder».
Essere aperti al CAMBIAMENTO
Di tutti e tre i pilastri di questo modello delle «3 c della gestione delle crisi», questo è il più difficile (il che dice molto, perché anche gli altri due non sono affatto semplici!). A volte, durante una crisi, ciò che desideriamo di più è che le cose tornino come prima. È una reazione razionale e comprensibile, ma può anche essere impossibile.
Per una serie di motivi che possono variare da crisi a crisi, potrebbe non esserci modo di riportare le cose alla situazione precedente. Per dirla in termini informatici: potrebbe non esserci un backup affidabile da ripristinare! È in questi momenti che diventa assolutamente essenziale essere aperti al cambiamento e disposti ad adattarsi, abbracciando una nuova normalità, che alla fine potrebbe rivelarsi molto migliore di quella precedente. Qui in Devolutions possiamo confermarlo, poiché stiamo apportando modifiche post-crisi che metteranno noi e gli utenti di Devolutions Force in una posizione MOLTO migliore per il futuro.
Il membro della community Ffournier ha colto perfettamente l’importanza di questo atteggiamento e approccio: «Avere una mentalità flessibile, orientata alla crescita. Averla (la convinzione di avere il controllo delle proprie capacità e di poter imparare e migliorare) è la chiave del successo, per trovare soluzioni che risolvano il problema e ne impediscano il ripetersi».
Altre perle di saggezza sulla gestione delle crisi
Le 3 c — restare CALMI, COMUNICARE in modo efficace ed essere aperti al CAMBIAMENTO — hanno riassunto (in un modo o nell’altro) la maggior parte delle risposte. Tuttavia, sono emersi anche altri ottimi consigli che vogliamo condividere, tra cui:
- Essere disposti a scendere a compromessi e ad adottare soluzioni alternative, se questo significa avvicinarsi a una soluzione, anche solo temporanea. Come dice il proverbio: «Non lasciare che il meglio diventi il nemico del bene».
- Attribuire colpe nel bel mezzo di una crisi non risolve nulla.
- Prendersi cura di sé stessi.
- Cercare supporto e guida. Circondarsi di persone leali e competenti, in grado di mettere le cose nella giusta prospettiva.
I vincitori sono…
Prima di tutto, sono TUTTI vincitori coloro che possiedono la resilienza, il coraggio — e, come sottolinea saggiamente il membro della community RM, il caffè! — necessari per affrontare una crisi lavorativa non causata da loro, ma nella cui gestione e risoluzione devono comunque svolgere un ruolo chiave. È giusto? No! Ma è così che va la vita, a volte? Sì!
Ora è arrivato il momento di svelare i due fortunati partecipanti al sondaggio, selezionati casualmente per vincere una gift card Amazon da 25 $. Congratulazioni ai due straordinari esperti di gestione delle crisi, Simon Smith e James Pope! Per ricevere il premio, scrivere all’indirizzo lcadieux@devolutions.net.
Grazie ancora a tutti coloro che hanno partecipato a questo particolare sondaggio di aprile, contribuendo a renderlo uno dei più interessanti e istruttivi di sempre!

Laurence Cadieux