Il mese della cybersecurity (noto anche come Cybersecurity Awareness Month) è una campagna globale che si svolge ogni anno in ottobre. L’obiettivo è aiutare persone e organizzazioni ad adottare abitudini semplici e intelligenti per stare più al sicuro online.
Per celebrare l’occasione, ci rivolgiamo alla community con una domanda: quali miti sulla cybersecurity vi infastidiscono di più?
Si tratta di opinioni errate, semiverità fuorvianti e “fatti” sostenuti con convinzione ma fondamentalmente sbagliati sulla cybersecurity, che si rifiutano di scomparire.
Alcuni esempi
Ecco alcuni possibili miti sulla cybersecurity che potrebbero risultarvi irritanti, sconcertanti e semplicemente SBAGLIATI:
- La nostra azienda è troppo piccola per essere un obiettivo per gli hacker.
- Abbiamo l’antivirus, e questo basta.
- L’MFA serve davvero solo agli amministratori; non è necessaria per tutti gli utenti o tutti gli account.
- I Mac non prendono malware.
- Linux non prende malware.
- Se il mittente è conosciuto, allora l’e-mail è sicura.
- I nostri dati sono nel cloud, quindi è il provider a occuparsi della sicurezza e noi non dobbiamo fare nulla.
- VPN = privacy totale e assoluta.
- I backup significano che siamo immuni dal ransomware.
- Gli attaccanti non si preoccupano di colpire dati non finanziari.
- I dispositivi IoT sono innocui sulla rete.
- Le configurazioni predefinite sono sicure per definizione.
- I sistemi air-gapped non possono essere compromessi.
- Se veniamo violati, ce ne accorgeremo immediatamente.
- L’assicurazione informatica sostituisce i controlli di sicurezza.
- TLS/HTTPS significa che un sito è affidabile.
- La sicurezza è compito soltanto del team di sicurezza.
- La sicurezza tramite offuscamento è sufficiente.
- Le reti interne non necessitano di crittografia.
- Gli attacchi informatici avvengono solo dall’esterno dell’azienda.
- Firmware e driver non necessitano di patch.
- Stampanti e telecamere non rappresentano potenziali rischi di cybersecurity.
- Il blocco dello schermo è superfluo all’interno dell’ufficio.
- Il SIEM risolve da solo il problema del rilevamento.
- Lo Zero Trust è solo micro-segmentazione della rete.
- Il SSO crea un singolo punto di fallimento, quindi va evitato.
- Le passkey sono sperimentali e non sicure per l’uso aziendale.
- HTTPS significa automaticamente che un sito è legittimo.
- La condivisione dello schermo è sicura se la riunione è interna.
- I link in sola visualizzazione non possono essere sottratti.
Anche in questo caso, si tratta solo di alcuni esempi per stimolare le vostre riflessioni (e, purtroppo, la vostra irritazione!). Potete condividere qualsiasi mito sulla cybersecurity che secondo voi debba davvero, davvero, DAVVERO sparire una volta per tutte.

Steven Lafortune