Bentornati al nostro approfondimento sul sondaggio Devolutions sullo stato della sicurezza IT nelle PMI 2024-25. In questa serie, esploriamo i problemi e le lacune che impediscono ad alcune PMI di stabilire una postura di cybersecurity solida, robusta e affidabile.
Nella prima parte, abbiamo condiviso 10 motivi per cui usare i fogli di calcolo per il PAM è un errore, e come questo esponga le PMI a rischi molto maggiori di quanto si rendano conto.
Nella seconda parte, abbiamo spiegato che, sebbene l’uso di un gestore di password con cassaforti sia utile per la continuità operativa, non si tratta di una soluzione di cybersecurity.
In questa terza parte, ci concentriamo su un’altra scoperta chiave del sondaggio: sebbene l’88% delle PMI utilizzi l’autenticazione a più fattori (MFA), il 29% continua a lottare con password deboli e riutilizzate.
Scarsa igiene delle password: un male per le PMI, un bene per gli hacker
Pratiche come l’uso di password deboli e riutilizzate aumentano notevolmente la superficie di minaccia, rendendo più probabile una violazione dei dati. Un altro sondaggio condotto dall’azienda di cybersecurity Extrahop ha rilevato che il 51% degli attacchi informatici deriva da un’igiene informatica inadeguata.
Le password deboli possono essere facilmente violate, in molti casi in pochi secondi. E se usare la stessa password per più account può essere comodo per gli utenti, si tratta anche di una pratica potenzialmente disastrosa. Una volta che gli hacker ottengono una password, possono utilizzare strumenti automatizzati per condurre attacchi di credential stuffing estremamente efficaci.
Sebbene si tratti di un problema serio, la soluzione è chiara: stabilire policy di password rigorose con una soluzione PAM robusta.
In che modo il PAM è d’aiuto
Una soluzione PAM che include un gestore di password come componente principale può essere configurata per obbligare gli utenti a creare password che soddisfino requisiti di complessità specifici. Questo elimina la pratica e il rischio delle password deboli.
Inoltre, una soluzione PAM può anche impedire agli utenti di scegliere la stessa password per più account, o di utilizzare una password già usata in precedenza. Questo elimina la pratica e il rischio delle password riutilizzate.
Vale la pena sottolineare che questi importanti miglioramenti nell’igiene delle password e nella cybersecurity complessiva non si limitano al livello delle policy. Si applicano anche a livello di enforcement. I professionisti IT non devono perdere tempo e frustrarsi nel ricordare più volte (…e ancora) agli utenti di seguire le regole. Una soluzione PAM robusta con un gestore di password integrato definisce e impone standard più rigorosi. Gli utenti che tentano di eludere questi standard, intenzionalmente, per ignoranza o per errore, non ci riusciranno.
Dall’adozione alla maturità
Questo dato del sondaggio rivela anche un altro aspetto che merita attenzione: l’adozione della tecnologia non equivale alla maturità della sicurezza. La maggior parte delle PMI fa la cosa giusta adottando l’MFA, ma molte non si spingono abbastanza in profondità nello stabilire e applicare una postura di cybersecurity solida, come dimostra il fatto che continuano a lottare con problemi di base come le password deboli e riutilizzate.
Per colmare il divario tra adozione e maturità, e stare al passo con le minacce odierne, le PMI devono andare oltre la semplice verifica dell’accesso degli utenti tramite l’MFA, scoprendo cosa avviene effettivamente all’interno e tra i loro account, in particolare quelli che forniscono accesso privilegiato a sistemi e dati sensibili, di valore e critici (le cosiddette “chiavi del regno”).
Anche in questo caso, è qui che una soluzione PAM eccelle, ampliando notevolmente il controllo, la gestione della visibilità, la governance e l’auditing. Di seguito evidenziamo queste funzionalità e funzioni nella tabella:
| Cos’è | Cosa fa |
|---|---|
| Controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC): | Garantisce che gli utenti possano accedere solo a ciò che serve per le rispettive attività quotidiane. Il RBAC riduce al minimo i rischi, riduce le dimensioni della superficie di attacco e semplifica la conformità. |
| Rotazione automatica delle password | Cambia automaticamente le password memorizzate per gli account privilegiati, migliorando la sicurezza e riducendo il rischio di accessi non autorizzati. È inoltre possibile creare script per garantire che la rotazione delle password si estenda a tutti i servizi, file e database, non solo ad alcuni di essi. Le password non risiedono solo in Active Directory e Azure! |
| Rotazione programmata delle password | Imposta pianificazioni di rotazione delle password per giorni/orari specifici, oppure dopo un intervallo di tempo definito. |
| Elevazione dei privilegi just-in-time | Fornisce i privilegi necessari al momento del check-out e li revoca al check-in. Questo è molto più sicuro rispetto al mantenimento di autorizzazioni permanenti sugli account. |
| Gestione delle richieste degli utenti | Consente agli utenti di richiedere privilegi elevati e conferisce agli approvatori (persone specifiche o gruppi) il potere di modificare o rifiutare le richieste come ritengono opportuno. |
| Registrazione delle sessioni | Registra le attività delle sessioni in tempo reale, supportando diversi obiettivi legati a sicurezza, conformità, formazione, condivisione delle informazioni e archiviazione dei dati. |
| Report amministrativi e auditing | Memorizza tutti i dettagli chiave di una richiesta di accesso, tra cui: chi ha effettuato la richiesta, quando è stata effettuata, se è stata approvata, chi l’ha accettata/rifiutata, quando è stata presa quella decisione e se le password sono state ruotate e propagate. |
| Iniezione sicura delle credenziali | Integra il PAM con un gestore delle connessioni remote, in modo che gli utenti possano ottenere un accesso semplificato ad account e macchine remote senza mai vedere le password. |
Devolutions PAM: pensato per le PMI
Devolutions PAM offre tutte le funzionalità e le funzioni evidenziate nella tabella sopra, insieme a un gestore di password di livello enterprise che elimina il rischio di password deboli e riutilizzate. Tutto questo è racchiuso in una soluzione all-in-one facile da usare, scalabile, flessibile ed economica, supportata da una delle aziende più rispettate e affidabili del settore (vedi la sezione successiva). In poche parole, Devolutions PAM consente alle PMI di colmare il divario tra l’adozione della tecnologia e la maturità.
Amato dagli utenti e raccomandato dagli esperti
Devolutions è stata recentemente nominata Champion 2025 nel report Emotional Footprint sul PAM di Info-Tech Research Group. Il report quantifica l’esperienza degli utenti in termini di valore complessivo del prodotto e solidità della relazione. Il risultato è un punteggio “Net Emotional Footprint” che riflette il sentimento e la percezione generale degli utenti. Devolutions ha ottenuto un punteggio Net Emotional Footprint perfetto di +100, ed è stata una delle poche aziende a ricevere il 100% di feedback positivo, senza alcun sentimento negativo.
Devolutions è inoltre altamente raccomandata dagli esperti. Ecco cosa dice Carlos Rivera, Principal Advisory Director di Info-Tech Research Group, a proposito di Devolutions PAM:
“Devolutions rappresenta un’alternativa convincente nel mercato del PAM. La loro dedizione alla sicurezza, le solide integrazioni e l’approccio incentrato sull’utente offrono una base solida per il loro potenziale di crescita. Con l’evoluzione continua del panorama del PAM, l’impegno di Devolutions per l’innovazione e l’attenzione al cliente li posiziona bene per diventare un attore chiave nella protezione degli accessi privilegiati per organizzazioni di ogni dimensione.”
Scopri di più e prossimi passi
Per saperne di più e porre fine alle password deboli e riutilizzate, ampliando al contempo notevolmente il controllo, la visibilità, la gestione, la governance e l’auditing relativi agli accessi, contattateci oggi all’indirizzo sales@devolutions.net.
Vi invitiamo inoltre a scoprire il nostro nuovissimo Starter Pack, che offre le nostre soluzioni di gestione della forza lavoro (e non solo) per un massimo di cinque utenti. Cliccate qui per saperne di più e iniziare una prova gratuita.
La parte 4 sta arrivando
Nell’ultimo capitolo di questa serie in 4 parti, affronteremo un’altra scoperta del sondaggio: molte PMI non hanno adottato il PAM, o non lo hanno adottato completamente, perché temono che sia troppo complesso da implementare.
Esploreremo perché le PMI dovrebbero rivedere il modo in cui percepiscono il PAM, considerando l’implementazione come un percorso che può iniziare in piccolo e crescere in base alle proprie esigenze, senza dover affrontare un onere amministrativo eccessivo, costi imprevisti e sproporzionati, o problemi di integrazione con altri strumenti presenti nell’ambiente. Restate sintonizzati!

Steven Lafortune